OSSIGENO E SEEMO: GOVERNI CREINO AGENZIE MONITORAGGIO MINACCE A GIORNALISTI - 22 novembre 2016

Con una dichiarazione congiunta pubblicata a Belgrado le ONG di Roma e di Vienna chiedono di attuare le Raccomandazioni del Consiglio Europa e le Risoluzioni ONU.
Questo è il testo della dichiarazione congiunta firmata dalle ONG “Ossigeno per l’Informazione”di Roma e SEEMO di Vienna per richiamare il dovere delle autorità di governo di ogni paese di proteggere i giornalisti minacciati, di tenere sotto osservazione questo fenomeno, di intervenire tempestivamente per assisterli e di attuare le misure richieste dalle Raccomandazioni del Consiglio d’Europa e dalle Risoluzioni delle Nazioni Unite, in particolare quella che prevede la creazionein ogni paese di agenzie pubbliche di monitoraggio delle minacce ai giornalisti.

La dichiarazione congiunta Ossigeno-SEEMO è stata pubblicata a Belgrado in occasione della X Conferenza annuale della South East European Media Organisation

Belgrado 22 nov 2016 – Anche lontano dalle zone di guerra e dalle aree di conflitto, in molti paesi, ci sono numerosi e gravi attacchi a giornalisti e ad altri operatori dei media, compiuti allo scopo di impedire la raccolta e la circolazione di notizie di pubblico interesse e di ostacolare la manifestazione di opinioni legittime.

Come ha documentato l’UNESCO, la maggior parte di questi attacchi rimane impunita e questa impunità incoraggia altre violenze e ha un effetto raggelante sulla libertà di informazione. Anno dopo anno, le minacce, le ritorsioni, gli abusi sono diventati sempre più numerosi e si sono diffusi anche nei paesi europei più liberi, come dimostra il caso italiano, ampiamente documentato.

Questi atti di violenza, questi abusi, se non saranno contrastati, faranno fare un passo indietro alla nostra civiltà, imporranno, come in parte già avviene, una nuova forme di censura. Questo fenomeno, che indebolisce la democrazia e riduce la partecipazione dei cittadini, è in gran parte fuori dal campo di osservazione e di intervento delle istituzioni. Ciò è inaccettabile. I Governi hanno il dovere di intervenire con misure attive, concrete, urgenti.

Le ONG “Ossigeno per l’Informazione” e “South East European Media Organisation” (SEEMO), insieme, invitano le autorità nazionali a creare in ogni paese adeguati strumenti di monitoraggio concepiti come agenzie pubbliche indipendenti, autonome dal potere, in grado di operare in collegamento con le ONG, con il compito di osservare e documentare gli attacchi alla libertà di informazione e di intervenire prontamente per proteggere ed assistere le vittime di questi attacchi, in modo che prevalga il pieno rispetto del diritto di espressione, di parola e di stampa e di rendere noto tempestivamente ciò che accade e di permettere così di individuare, a ragion veduta, i rimedi opportuni.

Ossigeno per l’Informazione e South East European Media Organisation giudicano allarmante costatare che finora nessun passo concreto sia stato fatto in questa direzione, nonostante le più alte organizzazioni internazionali abbiano chiesto ai Governi di farlo da tempo. Ossigeno per l’Informazione e SEEMO ricordano che la creazione di questi centri di osservazione e di pronto intervento è stata sollecitata ultimamente il 13 aprile 2016 dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, con un documento di Raccomandazioni indirizzato ai Governi dei 47 paesi membri. Ossigeno e SEEMO ricordano inoltre che analoghe sollecitazioni sono state rivolte, da ultimo, il 19 settembre 2016, dal Consiglio dei diritti umani dell’ONU ai Governi nazionali con la Risoluzione A/HRC/27/L.7 sulla sicurezza dei giornalisti, approvata a Ginevra con il sostegno di oltre 90 Stati, e ricordano che l’ONU ha approvato altre Risoluzioni simili negli ultimi quattro anni.

Non basta lanciare allarmi e sottoscrivere documenti di condanna degli attacchi ai giornalisti. Occorre agire per proteggere il diritto di informare e di ricevere informazioni. E’ necessario rendere i cittadini e le autorità consapevoli della situazione. E’ necessario farlo parlando il linguaggio dei fatti, cioè tenendo sotto osservazione ciò che accade, come fa in Italia la ONG Ossigeno, con un progetto pilota che ha anticipato la creazione di queste agenzie pubbliche. Questo progetto, in dieci anni, ha reso pubblici i nomi di oltre tremila giornalisti colpiti da questi attacchi e da gravi abusi di leggi e procedure.


OSSIGENO-SEEMO: GOVERNMENTS MUST ESTABLISH AGENCIES TO MONITOR THREATS TO JOURNALISTS - 22 novembre 2016

With a joint statement issued in Belgrade, the NGOs of Rome and Vienna ask to implement the recent Council of Europe Recommendation and the UN Resolutions
This is the text of the joint statement of “Oxygen for Information” and SEEMO Vienna on the protection of threatened journalists and the duty of government authorities to keep this phenomenon under observation and to act promptly, as requested by both the Council of Europe and the United Nations.

The Oxygen-SEEMO joint statement was published in Belgrade during the Tenth Annual Conference of the South East European Media Organisation


Belgrade, 22 Nov. 2016 – Even away from war zones and from areas of conflict, in many countries there are many serious attacks against journalists and other media workers, made in order to prevent the collection and circulation of information of public interest and to hinder the airing of legitimate opinions.

As documented by UNESCO, most of these attacks go unpunished and that impunity encourages further violence and produces a chilling effect on freedom of information. Year after year, threats, retaliation and abuse have become increasingly numerous and have spread even in democratic European countries, as evidenced by the amply documented Italian case.
These acts of violence and these abuses, if they are not tackled, will be regressive for our civilization and will impose, as is already happening, a new form of censorship. This phenomenon, which undermines democracy and reduces the participation of citizens, is largely beyond the field of observation and intervention of the institutions. This is unacceptable. Governments have a duty to intervene with active, concrete, urgent measures.

The NGOs Ossigeno per l’ Informazione and South East European Media Organisation (SEEMO), together, invite national authorities to create in each country independent public agencies autonomous from power, able to operate in conjunction with NGOs and with appropriate monitoring tools, with the task of observing and documenting attacks on freedom of information and to take prompt action to protect and assist victims of these attacks. This is in order to give precedence to the full respect of the right of expression, speech and press freedom, to determine promptly what is happening and to enable the appropriate remedies to be identified.

Ossigeno and SEEMO are alarmed to see that so far no concrete steps have been taken in this direction despite the highest international organizations having called for some time on governments to do so.

Ossigeno per l’Informazione and SEEMO recall that the creation of these observation centres and an emergency response was solicited last April 13th , 2016 by the Committee of Ministers of the Council of Europe, with a recommendation document addressed to the Governments of the 47 member countries.

Ossigeno and SEEMO also point out that similar requests have been addressed, most recently on 19th September 2016, by the UN Human Rights Council to the national governments with Resolution A / HRC / 27 / L.7 on the safety of journalists, approved in Geneva with the support of more than 90 states and that the UN has approved other similar resolutions in the past four years.

It is not enough to issue warnings and sign documents condemning attacks on journalists. Action must be taken to protect the right to inform and be informed. We need to make citizens and authorities aware of the situation. And it is necessary to do so speaking the language of the facts, that is, keeping under observation what is happening and making it public, as Ossigeno does in Italy with a pilot project which precedes the creation of these public agencies.
Ossigeno’s project, in ten years, has identified more than three thousand journalists affected by these attacks and by serious abuses of laws and procedures.

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